4 Gennaio 2008...17:01

La Regione chiude il vivaio, sale la protesta

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Di: Francesco Cutillo (Il Sannio Quotidiano)

La Giunta Regionale della Campania ha deciso di “razionalizzare e ottimizzare le spese ed i costi per il funzionamento delle strutture regionali”. Per tale ragione anche il vivaio “Taburno” (situato nel comune di Foglianise) dovrà chiudere.
“E’ un grande danno d’immagine per le comunità della Valle Vitulanese”, scrivono i consiglieri del gruppo di minoranza ‘Impegno per Vitulano’ in un’interrogazione rivolta a tutti i sindaci del comprensorio.
E si chiedono: “Le Amministrazioni della Valle Vitulanese che cosa faranno per evitare che si prosegua nello spoglio del nostro territorio ormai destinato solo a ‘riserva di voti’ e fuori da ogni logica di programmazione da parte di questa ‘filiera istituzionale’?”.
Di qui la proposta, avanzata da Giovanna Boffa, Felice Morisco D’Ambrosio, Antonio De Maria, Antonio Falluto e Brunello Forgione, di una convocazione congiunta dei Consigli Comunali (Foglianise, Cautano, Campoli Monte Taburno, Tocco Caudio e Vitulano) sull’argomento “Vivaio Regionale – Taburno di Foglianise – Voti alla Giunta Regionale della Campania”.
“Il vivaio Forestale ‘Taburno’ di Foglianise, – spiegano dal gruppo ‘Impegno per Vitulano’ – funzionante da circa trent’anni come una delle poche strutture regionali a trovare ubicazione in Valle Vitulanese è caratterizzato con la produzione e distribuzione di piantine forestali ai cittadini, agli enti delegati ed a tutte le altre istituzioni presenti sul territorio. Tale struttura ha rappresentato un riferimento nella politica di forestazione nell’importante comprensorio del Taburno-Camposauro. E’ questo il frutto della cosiddetta ‘filiera istituzionale’?”.
Per il primo cittadino di Foglianise Giovanni Mastrocinque, “il comportamento della Regione Campania nei nostri confronti, nei confronti cioè dei piccoli centri e, in particolare dei comuni del Sannio e dell’entroterra campano, negli ultimi mesi è via via degenerato. Basti pensare che l’avvio dei lavori di opere pubbliche già finanziate è pregiudicato da un conflitto tra l’ente regionale e la Cassa Depositi e Prestiti che, condiziona non poco il nostro operato. Se a questo, poi, si aggiungono i tagli alle piccole strutture presenti nel nostro territorio, come nel caso del vivaio, costretto alla chiusura dalla giunta della Campania, allora, ecco che si raggiunge una soglia difficilmente tollerabile”.
Sulla stessa linea, i sindaci espressioni dell’Udeur, Mario Scarinzi (Vitulano) e Pino Fuggi (Cautano) che, all’unisono palesano la loro disapprovazione e il loro rammarico per la decisione presa dalla Regione Campania.
Una decisione che, sperano, “possa essere rivista in quanto – dicono i due primi cittadini – si tratta di una struttura che dava anche occupazione oltre ad essere, naturalmente, una vera e propria risorsa per il nostro comprensorio”.
Mario Saverio Orlacchio, primo cittadino di Campoli Monte Taburno parla di “carenza che non può essere accetta” e, si dice pronto ad un incontro con tutti i sindaci della valle vitulanese “per esprimere ufficialmente alla Regione il nostro malcontento verso una scelta che certamente penalizza la nostra area”.
Parla, infine, di un “fatto estremamente grave” la fascia tricolore Antimo Papa (sindaco del Comune di Tocco Caudio) che, anche in qualità di assessore presso la Comunità Montana del Taburno, denuncia la “negatività di questa azione da parte della giunta regionale non solo sul versante lavorativo ma, complessivamente, su quello dello sviluppo. Un ulteriore danno – dice senza usare mezzi termini – alle nostre zone … già in fase di degrado”. Giudica poi “ottima” l’idea di una convocazione congiunta dei consigli comunali dei paesi del comprensorio: “la via migliore – spiega – per fare sentire la nostra voce di pieno disaccordo”.

11 Commenti

  • Scusate ma a cosa serve sto viavaio? aolo a fregarsi i soldi regionali a fare clientela…O a fornire alberi per i vari rimboschimenti (POR) inutili se non per i tecnici e le ditte…ma se non sono stati nemmeno capaci di sistemare la vasca per permettere agli elicotteri di rifornirsi d’acqua durante l’emergenza incendi…BENE CHIUDERLO
    Non capisco perchè il Consigliere De Maria insiste tanto per non farlo chiudere…

  • MICIO MICIO BAU BAU

    BRAVO GABBER MA SECONDO TE NOI DA COSA RIUSCIAMO A MANTENERCI IN VITA??TE LA DO IO LA RISP :D AGLI ALBERI!!!

  • la polemica sul vivaio sembra tanto una di quelle di chi ha perso i buoi e cerca le corna. Magari la Regione fosse sempre capace di stroncare il parassitismo, come in questo caso, e di eliminare spese inutili. A detta degli stessi difensori del vivaio, paladini anche dell’improbabile purchè sia, la struttura serviva per regalare qualche piantina a Natale facendo svernare per il resto dell’anno intere famiglie di forestali. Per non parlare delle vere ragioni della chiusura legate ad una lievitazione enorme dei costi di gestione per le richieste irragionevoli di canone da parte dei proprietari. Regaleremo un pino agli orfani del vivaio per natale prossimo. Ma non si faccia demagogìa sul nulla. La filiera è un ossimoro che serve ora all’uno ora all’altro per dire stupidaggini.
    Buona befana a tutti con tanto carbone a chi se lo è meritato.

  • Filiera istituzionale, De Maria attacca: è un danno per il Paese
    di Francesco Cutillo (Il Sannio Quotidiano)

    “Le ragioni sono differenti ma ciò che accomuna le dichiarazioni rilasciate al suo giornale dai sindaci della valle vitulanese in merito alla nostra proposta di un consiglio comunale congiunto per far voti alla giunta della Regione Campania dopo che, con un proprio provvedimento, ha deciso di chiudere il vivaio “Taburno” di Foglianise, è la differenza tra chiacchiere e fatti. Qui c’è bisgono della concretezza di andreottiana memoria (il riferimento è alla storica rivista Dc “Concretezze”, ndr) e non di parole ….”.
    Tonino De Maria, dal suo studio di Vitulano, commenta le prime reazioni alla querelle avviata dal suo gruppo (“Impegno per Vitulano”) per contrastare, dice, “un cattivo modo di fare politica”.
    La filiera istituzionale per lei è un vero e proprio incubo …
    “No … non solo per me. E’ un problema che attanaglia tutti e che condiziona la crescita del nostro paese. Ma è anche una barzelletta”.
    Ah, si?
    “Beh, si. Cosa produce questa filiera istituzionale?”
    Me lo dica lei …
    “Solo immondizia che, come possiamo vedere in questi giorni è anche difficilmente smaltibile. E il guaio è che sta invadendo tutta la Campania”.
    Non salva proprio nessuno della filiera?
    “Salvo il presidente della Provincia Nardone. Ma sono preoccupato perché il suo mandato è in scadenza …”.
    Lascia sulla torre solo Nardone?
    “Ma ci rendiamo conto del disastro che la classe dirigente della filiera ha causato al paese? Non fanno altro che pensare alle “spartitorie” … Ma anche la mia parte ha le sue colpe”.
    La sua parte?
    “Guardi che anche non avendo tessere di partito la mia collocazione naturale è nel centrodestra …”.
    Sbagliano anche loro?
    “Si, perché pensano che non esista soluzione alla filiera”.
    E, una soluzione, secondo lei, De Maria, c’è?
    “Diciamo pure che i due schieramenti che abbiamo imparato a conoscere in questa seconda Repubblica sono al capolinea. La soluzione è in una nuova intesa, frutto di un’alleanza tra le migliori forze politiche dei due attuali schieramenti”.
    Ritorniamo al vivaio …
    “Ecco, allora la giunta della Campania nell’ottica di razionalizzazione le sue spese ha deciso che il vivaio “Taburno” andava chiuso. Ma sa quanto costava alla Regione annualmente? Glielo dico io: solo tredicimila euro di fitto del terreno. Quanto costa, invece, la cosiddetta “Festa della montagna” che si celebra ogni anno sul Taburno nel mese di agosto? E’ solo una vetrina istituzionale, un momento autocelebrativo, che ha, in termini numerici, una partecipazione ridicola.
    Ho apprezzato il commento di Giovanni Mastrocinque che è l’unico che è riuscito ad avere una visione panoramica della situazione citando le numerose difficoltà che incontrano i nostri piccoli centri a causa della politica scellerata della regione Campania. Ma il problema, sia chiaro, non è solo locale. Ci attendono le conseguenze di una finanziaria che produrrà solo danni per i piccoli comuni. Voglio ricordare, a questo proposito, l’impegno, durante il governo Berlusconi, di associazioni come Anci e Uncem che sono riuscite in più occasioni ad intervenire, in modo incisivo, sulle posizioni del governo”.
    Ora, invece?
    “Ora, queste stesse associazioni sono divenute subalterne al governo … il tutto a danno degli enti locali”.
    E’ davvero così drastica la situazione?
    “Non c’è governo: né a livello nazionale, né a livello regionale, né a livello locale. Basti pensare, per fare un esempio più vicino a noi, che l’amministrazione Scarinzi si sta caratterizzando per un immobilismo mai visto prima … si fanno solo chiacchiere”.
    Orlacchio, sindaco di Campoli, propone di risolvere la questione vivaio con un incontro tra i sindaci della valle senza mobilitare gli interi consigli comunali. E’ d’accordo?
    “Assolutamente no. Evidentemente qualcuno ha paura che in un’assise così allargata possa essere smascherato il modo di agire della filiera.
    Noi, con quella proposta, abbiamo fatto il nostro dovere … e, naturalmente, continueremo a farlo portando all’attenzione dell’opinione pubblica le criticità della nostra valle.
    Mastrocinque e Papa hanno dimostrato ancora una volta di essere più sensibili alle problematiche che agli interessi degli schieramenti non nascondendosi, come fanno coloro che sono privi di idee, dietro le bandiere”.

  • giorgialamanta

    Solita demagogia spicciola di De Maria, saccente ed arrogante come a lui si addice, fatta di frasi fatte … di elogio a chi gli ha dato appalti milionari (Nardone e fondovalle docet), e di attacchi a chi grazie a Dio lo ha sconfitto pesantemente (Scarinzi)… rosica..rosica..

  • Il ViVaio Non è una grande perdita per la Valle. Ci guadagnavano solo in pochi e cque Ci sono cose molto più importanti che si potrebbero fare se ci fosse un pò di buon senso anche da parte di coloro che sono all’opposizione. Per favore non cerchiamo alibi in discorsi banali e puntiamo alla valorizzazione del Nostro Territorio.

    Firmato
    uno degli 884 di Maggio 2007.

  • Da il sole 24 ore .com
    5 Gennaio 2008

    Il sindaco tedesco: più ricchi con la vostra spazzatura

    I rifiuti italiani?
    Sono un ottimo investimento, per il sindaco di Helmstedt, Heinz-Dieter Eisermann. Nella città tedesca, una centrale elettrica ha bruciato spazzatura napoletana. E in Germania, lo smaltimento dei rifiuti campani è ormai una lucrosa opportunità.
    Signor Sindaco, Lei sa che di recente nella centrale elettrica alle porte della sua cittadina sono stati bruciati rifiuti italiani? Raggiunto al telefono HeinzDieter Eisermann, primo cittadino di Helmstedt, un centro di 25mila abitanti in Bassa Sassonia, è un po’ sorpreso: «No, non lo sapevo». E come reagisce? «Ottimo. È un impianto che funziona bene. Non provoca inquinamento e produce elettricità. Non vedo alcun problema».
    Mentre a Napoli la spazzatura invade le strade,impregna l’odore dell’aria e induce le autorità sanitarie a correre ai ripari, in Germania i rifiuti campani sono una manna dal cielo: da anni ormai sono utilizzati per produrre elettricità, riscaldare le case, alimentare stabilimenti industriali. Come a Helmstedt, un centro che negli anni della Guerra Fredda ospitava il Checkpoint Alpha, uno dei tre posti di frontiera tra le due Germanie.
    Eisermann, 64 anni, è un sindaco indipendente, eletto nel 2003. La sua città non ha il fascino di Pompei, ma anche Helmstedt ha la sua storia: la cittadina è menzionata per la prima volta in un testo del 952, ospita una nota abbazia medioevale, ha alcuni scavi archeologici tra i più noti di Germania ed è al centro di un parco naturale di 470 chilometri quadrati. Eppure, la presenza dal 1998 di una centrale della Bkb, una filiale di Eeon, è ben accolta.
    La Trv Buschhaus è tra gli inceneritori tedeschi più moderni. Si trova a una manciata di chilometri da Helmstedt e dal parco naturale di Elm-Lappwald. Brucia circa 525mila tonnellate di spazzatura ogni anno, con una produzione elettrica pari a 45 Megawatt che vengono riversati nella rete nazionale. Anche perché collegata direttamente alla rete ferroviaria e all’autostrada A2, non è stato difficile rifornirla tra il 2004 e il 2005 di rifiuti napoletani.
    Dal 2001, a liberare le strade di Napoli dalla spazzatura è un’altra grande società tedesca. Nata nel primo dopoguerra, Remondis si è prima specializzata nella raccolta dell’immondizia a Selm, una cittadina della Ruhr. Oggi l’azienda, sempre in mano alla famiglia del fondatore Josef Rethmann, è un colosso mondiale nel riciclaggio dei rifiuti urbani e industriali: lavora in 25 Paesi, ha 15mila dipendenti e un fatturato di 2,3 miliardi di euro.
    «Siamo intervenuti dopo che la Campania ha chiesto l’assistenza del Nord-Reno Vestfalia nel 2001», spiega Michael Schneider, portavoce della società a Lünen.L’impegno a smaltire irifiuti campani non è con le autorità partenopee, ma con Ecolog, una società delle Ferrovie dello Stato. Schneider preferisce non dare cifre, né sul valore del contratto, né sull’ammontare della spazzatura importata e poi bruciata, attualmente in un solo inceneritore a Bremerhaven.
    Poco importa: oggi la spazzatura che la Campania non riesce a trattare e che viene lasciata senza ritegno agli angoli delle strade o in piena campagna è in Germania un ingrediente della crescita economica. «I rifiuti campani non sono raccolti in modo differenziato – dice ancora Schneider – . Sono quindi bruciati al 100%. Il riciclaggio è possibile solo quando i rifiuti sono stati divisi. Quando invece non lo sono stati l’unica possibilità è l’incenerimento».
    La Germania conta 71 inceneritori. E Remondis ne ha appena aperto uno in Sassonia-Anhalt: l’energia è venduta a uno stabilimento della zona. «Non buttiamo via niente – precisa Schneider- : la stessa cenere rimasta dopo l’incenerimento dei rifiuti viene utilizzata per la costruzione del manto stradale». Alle orecchie di un italiano, che negli occhi ha le recenti immagini di Napoli, la frase suona più come una provocazione che una semplice constatazione.
    Per Remondis è probabilmente un peccato che la spazzatura napoletana non sia a raccolta differenziata. Nel campo del riciclaggio la Germania ha fatto miracoli in questi ultimi anni. Tra le altre cose è possibile riciclare le bottiglie di plastica, trasformandole in un materiale tessile utilizzato poi per produrre felpe. E si calcola che l’energia risparmiata nel riciclo di una lattinaè sufficiente per tenere una televisione accesa per tre ore.
    In Germania, il business dei rifiuti pesa per 19 miliardi di euro e dà lavoro a 160mila persone. Michael Hüther, direttore dell’Istituto Iw di Colonia, sostiene che il riciclaggio dell’immondizia comporta minori importazioni di materie prime per circa 3,7 miliardi di euro all’anno. Ormai l’ottica si è completamente ribaltata: lo smaltimento dei rifiuti non è più un costoso obbligo sanitario, è diventato una lucrosa opportunità economica.
    Intanto la centrale Trv Buschhaus di Helmstedt potrebbe accogliere nuova spazzatura napoletana già nel 2008. Al sindaco Eisermann l’idea che i tedeschi vengano pagati per raccogliere i rifiuti campani che poi utilizzano per produrre elettricità in Germania fa dire che «anche questa è l’Europa». Un’Europa però di cui gli italiani non possono andare fieri.

  • Meditiamo gente meditiamo.

    Noi italiani della Campania Siamo un popolo di illusi e fessi. Ci facciamo raggirare da 4 politicanti di quartiere e poi veniamo presi per i fondelli da tutta l’europa.

    Grazie per la monnezza che ci regalate.

  • Carmine Iadonisi

    E’ una vergogna,la Campania distrutta da questi politici,che quardano solo i loro interessi.

    La monnezza non e’ quella che si vede per strada,ma siete voi la vera MONNEZZA voi politici.

    Che Schifo!!

  • x Francesco Cutillo

    Gentile Sig. Cutillo,
    Visto che Lei rappresenta un’autorevole Penna della Valle Vitulanese, perchè non sente almeno una volta anche il parere della Gente Comune, di cosa pensa sullo stato in cui versa il territorio- Valle Vitulanese intendo-, intervistandola come giustamente fa con altri Esponenti Politici ?

    Il giornalista non vuol dire solo fare interviste o scrivere Articoli ma anche fare Inchieste o Reportage.

    Grazie

    Michele

  • Vivaio, i sindaci scrivono alla Regione

    Di: Francesco Cutillo (Il Sannio Quotidiano)

    Si incontrano in gran segreto i sindaci della Valle per discutere del problema vivaio, e non solo. E così, sabato mattina, ospiti del primo cittadino di Vitulano Mario Scarinzi, le fasce tricolore di Foglianise, Cautano, Campoli Monte Taburno, e Tocco Caudio prendono in esame l’interrogazione a loro rivolta dal gruppo di opposizione vitulanese “Impegno per Vitulano”.
    Un documento, come si ricorderà, frutto di un forte rammarico nei confronti della giunta della Regione Campania che, con proprio provvedimento aveva stabilito la chiusura del vivaio Taburno (località Foglianise) con l’obiettivo di “razionalizzare e ottimizzare le spese ed i costi per il funzionamento delle strutture regionali”.
    “Le Amministrazioni della Valle – si chiedevano Giovanna Boffa, Felice Morisco D’Ambrosio, Antonio De Maria, Antonio Falluto e Brunello Forgione – che cosa faranno per evitare che si prosegua nello spoglio del nostro territorio ormai destinato solo a ‘riserva di voti’ e fuori da ogni logica di programmazione da parte di questa filiera istituzionale?”. Di qui, la proposta di una convocazione congiunta dei Consigli Comunali (Foglianise, Cautano, Campoli Monte Taburno, Tocco Caudio e Vitulano) sull’argomento «Vivaio Regionale – Taburno di Foglianise – Voti alla Giunta Regionale della Campania».
    Un’idea, questa, bocciata, dai sindaci della valle (sembra che si siano opposti principalmente Scarinzi, Orlacchio e Fuggi) che, invece, hanno preferito prendere carta e penna e scrivere alla Regione per chiedere di rivedere la propria scelta.
    Il testo della missiva non è ancora disponibile ma, è ampiamente prevedibile il suo contenuto: una protesta decisa, senza se e senza ma, in cui le fasce tricolore lamentano le numerose disattenzioni dell’ente regionale nei confronti dei comuni dell’entroterra.
    Tonino De Maria, ex sindaco di Vitulano, preferisce non commentare la scelta presa dai sindaci. A microfoni spenti, però, dice: “Si rilegga la mia intervista di domenica e mi dica se non avevo ragione!”. In quell’occasione, infatti, il leader del gruppo “Impegno per Vitulano”, aveva previsto un simile scenario attaccando chi, diceva, “ha paura che in un’assise così allargata possa essere smascherato il modo di agire della filiera”. E, aggiungeva: “Ciò che accomuna le dichiarazioni rilasciate dai sindaci è la differenza tra chiacchiere e fatti. Qui c’è bisgono della concretezza di andreottiana memoria (il riferimento è alla storica rivista Dc “Concretezze”, ndr) e non di parole ….”.

    RIFIUTI, PARTE LA DIFFERENZIATA
    L’incontro, tuttavia, è stato caratterizzato anche da un’ampia discussione sul problema rifiuti. Tra qualche settimana, infatti, dovrebbe partire la campagna informativa che sancisce ufficialmente l’avvio (previsto per fine febbraio) della raccolta differenziata nei comuni di Cautano, Campoli Monte Taburno, Castelpoto e Tocco Caudio consorziatisi a seguito dei finanziamenti misura 1.7 (azione D) del Por Campania 2000-2006 che prevedeva la gestione associata del servizio.
    Foglianise, invece, dopo essersi svicolato dal Consorzio BN1 che, come ha avuto modo di spiegare in più occasioni il sindaco Mastrocinque, “aveva di fatto paralizzato la situazione rinviando di continuo l’avvio del sistema differenziato”, sta cercando, proprio in questi giorni, altre soluzioni.

    INTANTO SI PENSA ALL’UNIONE DEI COMUNI DELLA VALLE
    Nello stesso tempo, però, si è avviata anche una sorta di fase costituente dell’Unione dei Comuni della Valle Vitulanese. Un’iniziativa, questa, c’è da dire, fortemente voluta da Mario Scarinzi che già in campagna elettorale aveva ipotizzato una simile forza di aggregazione tra i vari enti locali della valle.
    “Si sta preparando una bozza di statuto – spiega Pino Fuggi – ma il percorso è ancora lungo”.


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