11 Gennaio 2008...01:45

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In seguito al dibattito sviluppatosi dalla decisione della Regione Campania di chiudere il vivaio “Taburno” di Foglianise, proponiamo agli utenti di “UVitulanese” il seguente sondaggio:

Ritieni giusta la decisione di chiudere il vivaio “Taburno” di Foglianise?

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8 Commenti

  • amico della valle V

    Se non ci rimbocchiamo TUTTI le maniche rischiamo di affondare ancora di più questa bella valle Vitulanese, ormai diventata una Valle di Lacrime!

  • Vivaio, tutt’uno con la struttura antincendio

    Di: Francesco Cutillo (Il Sannio Quotidiano)

    Scrivono al presidente della giunta regionale della Campania Antonio Bassolino i primi cittadini della valle vitulanese che, nel testo della missiva (che sarà firmato da tutti i sindaci stamani e sarà inviato nei prossimi giorni), si dicono “consapevoli dell’importanza ricoperta dal vivaio forestale “Taburno” per l’intero comprensorio, caratterizzato dalla produzione e distribuzione di essenze arboree destinate alla riforestazione delle nostre zone montane”.
    “Con dispiacere”, aggiungono, sono venuti a conoscenza “della decisione assunta dalla Regione Campania circa la dismissione dello stesso nell’ottica di ottimizzare le spese di gestione e mantenimento delle strutture regionali”.
    Tuttavia, seppur coscienti “dell’importante iniziativa della Regione Campania rivolta alla razionalizzazione e riduzione delle spese che coinvolge tutti gli enti istituzionali presenti sul territorio, ugualmente chiedono che la giunta regionale riesamini la decisione assunta tenendo presente che il vivaio regionale “Taburno” negli anni ha svolto un ruolo fondamentale nella forestazione del comprensorio Taburno-Camposauro”.
    E, inoltre, propongono: “Al fine di evitare la chiusura, – scrivono – si invita la Regione Campania a voler considerare l’ipotesi di un accorpamento del vivaio con una struttura di presidio antincendio visto che il territorio, ricco di boschi, è soggetto da anni a incendi che ne compromettono la bellezza paesaggistica e naturalistica, riconosciuta dalla stessa Regione con l’istituzione del parco regionale Taburno-Camposauro”.
    La missiva, come si ricorderà, sostituisce la proposta del gruppo di opposizione vitulanese “Impegno per Vitulano” che, per primo, aveva posto, nell’agenda politica locale, il tema “vivaio”.
    Con una propria interrogazione, infatti, rivolta a tutti i sindaci della Valle, Giovanna Boffa, Felice Morisco D’Ambrosio, Antonio De Maria, Antonio Falluto e Brunello Forgione, avevano proposto una convocazione congiunta dei consigli comunali dei cinque paesi coinvolti (Vitulano, Foglianise, Cautano, Campoli Monte Taburno e Tocco Caudio) al fine di elaborare una deliberazione comune ad oggetto “Vivaio Regionale Taburno di Foglianise – Voti alla Giunta Regionale della Campania”.
    Un’idea, questa, sin da subito bocciata dalla fascia tricolore diessina di Campoli Monte Taburno Mario Saverio Orlacchio che, per primo aveva proposto di risolvere la questione tra sindaci senza avviare un processo così macchinoso quale sarebbe stato un consiglio comunale che avrebbe visto, in teoria, la presenza di oltre sessanta consiglieri.
    Per Mario Scarinzi, primo cittadino di Vitulano, “la scelta di un documento politico firmato da tutti i sindaci della Valle è da considerarsi uno strumento da un lato più opportuno e, dall’altro, maggiormente influente dal punto di vista politico. Non mancheranno – assicura – pressioni da parte nostra sulla Regione volte al recupero di una struttura che per moltissimi anni ha dato un contributo notevole al nostro territorio”. In questo momento, comunque, gli osservatori politici locali, ragionano sull’efficacia della scelta presa dai sindaci di risolvere il tutto con una lettera al presidente Bassolino. “Sarebbe stata più incisiva – si chiedono – una deliberazione dei vari consigli comunali riuniti congiuntamente per l’occasione?”.
    Il sospetto è che nulla avrebbe potuto (o potrà) mutare la scelta della Regione Campania decisa, come non mai, ad intervenire per “razionalizzare e ottimizzare le spese ed i costi per il funzionamento delle strutture regionali”.

  • Ma mi spegate qual’è l’utilità pratica di questa struttura?
    -Clientela politca;
    -Regali di alberi di natale e piante;
    -Vasca inutilizzabile dagli elicotteri antincendio;

    Appunto cerchiamo di tenere una squadra antincendio operativa nella Valle

  • Siete sempre convinti di rimanere con la campania? Governati dalla “campania”?

    Ah a proposit, in quest’epoca, nella quale il commissario per l’emergenza rifiuti cerca siti di stoccaggio agilmente utilizzabili, vedo proprio male l’area preparata dal comune di Cautano per ipotetiche quanto inesistenti zone industriali. Dopo aver espiantato un po’ di ulivi e altre piante, dopo aver spianato il terreno per scopi incomprensibili, ecco pronto un sito di stoccaggio.

    Quando la ragione e il buon senso prevarranno?

  • Mi sa proprio che Luigi Goglia ha proprio ragione, prima o poi ci riempiranno di “munnezza”…. e questo lo dovremmo proprio evitare. Se non è a Cacciano sarà da qualche altra parte, ma arriverà.

  • Caro Pinco,

    stai certo che arriverà; è ineluttabile. Ora io mi chiedo quale colpa deve espiare ad esempio un abitante di Sasssinoro e perché il suo dirimpettaio di Sepino, al contrario, può dormire sonni tranquilli (senza il patema di sveglarsi la mattina circondato da montagne di immondizia).

    Quando fu fatta l’unità d’Italia, fortunatamente, esistevano solo le province. Un giorno fu deciso il primo censimento nazionale e così a caso, un cretino (ovviamente piemontese) decise un accorpamento delle province a fini statistici. All’epoca, purtroppo, Abruzzo-Molise furono ritenuti un’unica entità per la base di calcolo della popolazione, con la conseguenza che la provincia di Benevento fu accorpata ad una non meglio specificata nozione di campania. Tutto rimase immutato (ad esclusione che per le regioni a statuto speciale) fino al 197o quando entrarono in vigore gli statuti delle regioni ordinarie e l’ente regionale fu effettivamente creato. Mai decisione fu più funeste per le sorti delle aree rurali o montane d’Italia.

    Segnalo comunque su questo Blog che la cosa carina che è avvenuta a Benevento concerne la partecipazione alla manifestazione di 5mila molisani. Questo dimostra, non solo il fatto che vi è comunque un sentimento unitario, ma, soprattutto, che vi è convergenza di interessi (e cioè anche egoisticamente parlando di interessi materiali che attengono alla qualità della vita) che accomuna le varie aree in cui, purtroppo, è diviso il Sannio.

    A questo punto torno a lamentare il fatto che nessuno di noi vitulanesi (e oltre i confini del comune, nessuno di noi sanniti – beneventani) comprende la necessità di guardare ai propri interessi particolari (sì particolari senza vergognarsene) e di mobilitarsi per andarsene da quella cosiddetta regione in mano alla camorra. A costo di sembrare noioso e ripetivo, rimando i lettori di questo blog al mio intervento di qualche tempo fa dal titolo “Samnites” (che credo sia ancora disponibile)

    Un abbraccio a tutti.

  • Il fu Matia Bazar

    Caro Comio, il problema è che molti considerano questo problema inutile e di poco conto.
    Ormai anche noi, come i napoletani, non siamo in grado di discernere ciò che è meglio per la collettività. Siamo politicamente apatici e in balia di politicucci che (come la gente comune) pensano ai propri interessi.

  • Vivaio, Di Cerbo: “All’ente Parco la gestione del vivaio”

    Di: Francesco Cutillo (Il Sannio Quotidiano)

    Si torna a parlare del vivaio “Taburno” di Foglianise. A prendere la parola, questa volta, dopo la chiusura disposta nelle settimane passate da un provvedimento della Regione Campania con l’obiettivo di “razionalizzare e ottimizzare le spese e i costi per il funzionamento delle strutture regionali”, è il presidente del Parco Regionale “Taburno-Camposauro” Clemente Di Cerbo.
    “Sono dispiaciuto – dice – per la scelta della Regione e spero vivamente che questa struttura possa essere recuperata”.
    In che modo?
    “Guardi, io ho fatto un ragionamento molto semplice: se la Comunità Montana non ha più la possibilità di gestire questo vivaio, allora, per evitarne la chiusura definitiva, non resta che affidare la competenza ad un altro ente”.
    Ad esempio …
    “La Provincia o … proprio l’ente parco”
    Con quali fondi?
    “Con quelli dei progetti strutturali. Se è vero come è vero, infatti, che comunque il vivaio svolge un ruolo importante per il territorio nell’ambito della riforestazione, non resta che darsi da fare e avanzare proposte”.
    I sindaci della Valle, hanno scritto al governatore Bassolino proponendo una struttura unificata: presidio antincendio e vivaio …
    “Mi sembra una buona idea”
    C’è la necessità di presidio antincendio?
    “Come no. Ecco, io penso che sia necessario ma non indispensabile soprattutto alla luce degli incendi di cui sono state vittime le nostre montagne nella scorsa estate. Proprio in un’intervista al vostro giornale, se ricorda, parlai di un’estate difficile. Una fase, questa, superata, c’è da dire, grazie alla profonda sinergia con il Corpo Forestale dello Stato e l’Arma dei Carabinieri”.
    Presidente, ha fatto discutere la scelta dei sindaci di scrivere direttamente alla Regione. Il gruppo consiliare di opposizione di Vitulano “Impegno per Vitulano” propone, come azione più incisiva, la convocazione congiunta dei consigli comunali dei paesi coinvolti. Qual è il suo pare a riguardo?
    “Sono convinto che non sia importante il mezzo attraverso il quale si comunica, nello specifico una lettera o una delibera, ma, piuttosto, la validità del contenuto. Protestare e basta non porta ad alcun risultato. Avanzare proposte alternative, invece, ritengo che sia molto utile per il fine che si vuole perseguire e, nel nostro caso, la riapertura del vivaio “Taburno” di Foglianise.”


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