Da: Il Sannio Quotidiano
Il 1 giugno, come da tradizione, la comunità vitulanese consumerà il suo sentito pellegrinaggio all’ermo di San Menna. L’appuntamento rappresenta senza dubbio il momento più forte della festa tardo-primaverile (la ricorrenza del santo cade infatti il 12 gennaio) che i fedeli del paese alle falde del Tabuno dedica al santo eremita vissuto nell’Alto Medioevo. Questo forte aspetto religioso rappresenta una delle tante ricchezze dell’areale del Taburno proprio in materia di antichissimi edifici di culto. Una risorsa che in altri posti della Penisola è stata sfruttata anche per quanto concerne il settore turistico, dando vita a notevoli flussi di pellegrini-turisti che alimentano considerevoli voci in entrata dal punto di vista economico. Infatti, l’eremo di San Menna non rappresenta che uno dei tanti “punti” interessanti disseminati lungo il Taburno. Luoghi che tramandano importanti esperienze di vita vissuta religiosa, tante storie e leggende e soprattutto tante esperienze artistiche-architettoniche di notevole interesse. Solo restando nei confini vitulanesi si segnalano oltre all’eremo citato la bellissima basilica-convento francescano della santissima Annunziata, la bella chiesa della Santissima Trinità proprio nel centro del paese ed altre testimonianze di antichi culti. Nella vicina Foglianise colpisce soprattutto il l’eremo di San Michele Arcangelo, struttura che risale all’epoca longobarda, con la suggestiva chiesa ubicata sul versante meridionale del monte Caruso, in una grotta rupestre.
Il convento fu consacrato a San Michele dal Cardinale Vincenzo Maria Orsini, poi papa Benedetto XIII. Ancora più interessanti le storie e gli aspetti del culto legati al convento della Madonna del Roseto, situato in tenimento solopachese. Nell’antico luogo di culto si custodisce una bella statua della Vergine che in occasione del primo venerdì di giugno viene accompagnati dalla lunga fila dei fedeli accorsi in montagna per il suo trasferimento in paese. La risalata, come da tradizione, si consuma il primo lunedì di settembre. Spostandoci ancora di poco si arriva a Bucciano, altro luogo di forte culto. Qui si segnala il santuario del Taburno, fondato nel 1401 dai duchi Carafa e vecchia dimora dei padri domenicani. A circa tre chilometri dal centri abitato si incontrano poi le grotte di San Simeone, cavità naturali che custodiscono immagini di interesse artistico. Ed ancora Frasso Telesino, dove anche qui i fedeli hanno come punto di riferimento un convento micaelico di antichissime origini che custodisce una statua del santo risalente al 1400 e proveniente direttamente dal Gargano. Come si vede, dunque, un immenso patrimonio religioso ma anche artistico culturale che se da sempre ha rappresentato lo scenario ideale per legami devozionali forti ed intensi non è stato mai preso in considerazione per una fruibilità riservata a flussi maggiori. Fermo restando la loro peculiarità di luoghi di preghiera e raccoglimento.

43 Commenti
4 Giugno 2009 alle 15:02
non abbiamo nemmeno le strade di collegamento e si usa ancora il terminie “a portata di mano”, ospitalità prossima allo zero, strade buie, piene di erba alta confido solo in qualche incendio per la pulizia oppure l’uscita di qualche Santo più influente….purtroppo, asflalto inesistente, senso civico “out” l’unica cosa che possiamo offrire è qualcosa che ricordi la Parigi-Dakar!Bisogna creare prima le strutture per farci arrivare turisti oppure pellegrini poi creare qualcosa che attragga il flusso di gente, venire dalle nostre parti è bello solo per una volta, poi meglio andare dove c’è ordine, pulizia e sicurezza stradale…..mi affido ai miei compaesani per spronare la politica locale e non leggere solo cavolate di persone che si nascondono come cadardi dietro una tastiera, con quella tutti siamo bravi….
4 Giugno 2009 alle 15:26
(mi affido ai miei compaesani per spronare la politica locale)
e ci voleva tanto,fatevi sentire porca p……
4 Giugno 2009 alle 15:32
caro scugnizzo, ma perchè mai un pellegrino dovrebbe venire qui da noi quando con gli stessi soldi (e con la stessa fede) può recarsi in umbria?
magari andando ad Assisi, a vedere S.Damiano, la Basilica e l’eremo delle carceri in un contesto spirituale prima ed avezzo all’accoglienza poi?
non ci si deve prodigare per attirare turisti, anche perchè non c’è un solo motivo per cui debbano venirci; le montagne e le infrastrutture devono essere funzionali ed utili, a misura di indigeno.
penso che manco Ravello abbia tutti i bed&breakfast che sono sorti a Vitulano….siamo lo specchio di tutto quello dell’Italia non ci piace
4 Giugno 2009 alle 16:14
E no, questo proprio no, non lo permetto, parlare male dei nostri paesi e delle nostra valle.Ma quali infrastrutture, ma quali bed&breadkfast, si manca d’idee.Ravello, umbria,prima di aprire bocca Vi consiglio un giro per le nostre amate montagne; il Taburno- Camposauro, è un paradiso, paragonabile per bellezza al Trentino.
Disillusi moralisti!!!!! svegliamoci!!
4 Giugno 2009 alle 16:45
cosa centri il moralismo poprio non capisco;
tu guardi (com’è giusto che sia) i nostri posti con un misto di senso di appartenenza e sentimentalismo; ma dimmi, qualora un pellegrino venisse a visitare i nostri luoghi di culto e poi volesse tuffarsi anche nella parte più spensierata del viaggio cosa cavolo dovrebbe fare? gli insegnamo il padrone e sotto? o come rompere asse e semi asse in una sola buca? a passeggiare pe le piazze spettrali accompagnato da qualche randagio?
dicevi delle idee, eccotene una: esci e gira il mondo; Trenitno dice…mah
4 Giugno 2009 alle 18:13
Vivo da tanto tempo a 100 km dal Trentino, penso di parlare per cognizione di causa,anche se a volte il sentimentalismo per i miei luoghi, mi travolge.
Da voi, per l’accoglienza di sicuro mancano le strutture, ma anche insegnare il padrone e sotto, rompere l’asse e semi asse, passeggiare per le piazze spettrali, e incontrare qualche cane randaggio fà parte di cultura.
La cultura dei nostri paesi, l’accoglienza, la disponibilità, la solarità, il paesaggio, non ha nulla da invidiare al resto del mondo.E credimi non e poco. Restando radicati tutta una vita,alle nostre terre, non si apprezza quello che si ha: ti consiglio di trasferirti per un pò, altrove.Al ritorno avrai le idee più chiare.
4 Giugno 2009 alle 21:58
scusate, ma questa mi sembra significhi avere una visione ristretta delle cose.
non sta scritto da nessuna parte che i turisti si spostino solo per ammirare opere artistiche ed interagire con usanze culturali. i turisti vanno alla stessa maniera sia a Firenze che a Mirabilandia… non è importante avere secoli di storia alle spalle per avere una cultura identitaria. Le attrattive possono essere create sul momento. Noi abbiamo una discreta cultura eno-gastronomica che potrebbe essere sfruttata meglio di come non si faccia ora…
4 Giugno 2009 alle 23:45
turismo religioso quello è di Pietralcina, quello che bisogna fare e creare le infrastrutture basilari, quali le strade….conquistare una fetta di mercato del turismo che non c’è mai stata, ovviamente turismo fuori porta, gente che vuole trascorrere una giornata in montagna, in serenità girare tra i vicoletti dei quartieri, proporre mercatini d’epoca(vedi Guardia e San lorenzello) una domenica al mese nei quartieri alti, cercare di promuovere i prodotti tipici locali, far cambiare la mentalità di noi Vitulanesi per quanto riguarda l’ospitalità.Io esco spesso la domenica e visito posti che paesaggisticamente hanno meno del nostro paese, però ci rivado sempre perchè la gente e ospitale e organizzata, le strade sono buone, pulite e ordinate.Perchè non facciamo una raccolta di firme oppure un dossier sullo stato delle vie che facciamo tutti i giorni?Cominciate a fare qualche foto, oppure fatevi una camminata a piedi lungo la variante tra erba alta, rifiuti, cani….non bisogna aspettare l’uscita del Santo per avere ordine e pulizia, prima funzionava meglio ora no.Che la pulizia municipale faccia le multe e le mettano in una bacheca pubblica, giusto per dare l’esempio ai nostri cari concittadini!
5 Giugno 2009 alle 11:57
è vero che il nostro paese non è organizzato ed è vero che non è pulito, ed è vero che le strade fanno pietà, però è anche vero che alcuni vitulanesi non ci tengono per il loro paese perchè quando si vede l’erba (che io non chiamerei erba quanto direi rui) bisognerebbe lamentarsi, ma lamentarsi a chi di dovere non nel blog. e poi per chi dice che Vitulano non offre niente non è vero, perchè chi si vuole fare il pellegrinaggio ci sono i luoghi adatti (Trinità, Sant’Antonio, Santa Croce) per chi è appassionato di arte e storia a Vitulano ne trova quanta ne vuole, per chi è appassionato di paesaggistica c’è Camposauro. poi ci sono innumerevoli tradizioni da riscoprire…..quindi non è vero che Vitulano non offre niente bisognerebbe che fosse organizzato meglio e che noi VITULANESI iniziassimo a tenerci di più per il nostro bellissimo paese
5 Giugno 2009 alle 14:00
L’angoscia dei vitulanesi sono le strade, i rui, l’erba ecc.Tutto ciò che di più naturale esiste.
Basterebbe costituire un gruppo di volontari avente titolo che ne sò,”ripuliamo le nostre strade” quanti potrebbero dare il loro contributo; accomunati da un unico scopo:mantenere pulito il mio paese.
La cosa non vi piace, perchè pensare che qualcuno possa essere pagato, per non farlo,e qualcun altro da volontario prendere a cuore la cosa, un pò scoccia.
A nord si vive di volontariato, di associazioni, di circoli.ecc.La gente lavora,e comunque si rende disponibile a tutto.Che pensate che a nord tutto funziona? molto, grazie al volontariato.
Con voi è tempo sprecato, si potebbe ripulire un’intera nazione, con la volontà, qualora esistesse.
5 Giugno 2009 alle 15:01
e’ si la volonta’,la volonta’.. quella manca veramente..
5 Giugno 2009 alle 15:17
Grazie Gio che hai sottolineato come i Vitulanesi non tengano al loro paese.
Ve le ricordate le panchine e i gazebo messi a Camposauro? Sono stati scempiati, dai Vitulanesi per giunta, non da altri. Quindi non bisogna lamentarsi, bisogna comportarsi civilmente, non criticare sempre e proporre.
Baci a tutti
5 Giugno 2009 alle 20:36
Volontariato a Vitulano?Strano questo termine….mai sentito, che cosa significherà?Secondo me dobbiamo dedicarci al volontariato “supervisori”, cioè dare noi un consiglio sulle pecche del nostro amato paesello.Erba, rui, vero è roba che appartiene alla terra, ma come mai dalle altre parti la curano e invece qui da noi sembra savana?Forse serve a coprire tutti i rifiuti……
6 Giugno 2009 alle 08:55
bravo, i rifiuti…
quanti posti deturbati dai rifiuti.Discariche abusive.Valloni pieni di oggetti inquinanti, questo ci deve far pensare.
E non ditemi che non è vero.
L’idea di fotografare e segnalare a chi di competenza, è già un buon inizio.
8 Giugno 2009 alle 09:01
Infatti, io propongo che chiunque veda qualcuno gettare oggetti non meglio identificati tra le nostre montagne, ne porti testimonianza ai vigili, al Comune, ai Carabinieri.
Deve finire questo scempio.
8 Giugno 2009 alle 21:36
Mio zio in montagna lo scorso anno ha visto un falco pellegrino.Qualcuno sa della presenza di aquile?
8 Giugno 2009 alle 22:44
non lo diciamo a nessuno…..se no scappano via!
10 Giugno 2009 alle 22:50
i falchi pellegrini ci sono.Tanto tempo fa, una persona ha trovato in montagna,un esemplare di falco pellegrino, era ferito, purtroppo non si è salvato.
12 Giugno 2009 alle 11:32
Condividerei l’eventualità di costituire gruppi di volontari preposti alla pulizia delle strade ( dal momento che l’amministrazione attuale si guarda bene dal farlo ) nella misura in cui mancassero pubblici dipendenti in grado di farlo…ma, dal momento che il nostro Comune dispone di un nutrito gruppo di impigati cdd. “socialmente utili” che, ricordo, sono retribuiti per svolgere determinate mansioni, non vedo il motivo per il quale persone che escono la mattina per andare a lavorare e tornano la sera, dopo essere state 12 ore fuori casa per guadagnare qualcosa che le faccia sopravvivere, dovrebbero mettersi a tagliare l’erba o a pulire le strade…ma stiamo scherzando?
12 Giugno 2009 alle 13:59
non scherziamo…
più che vedere il proprio paese pulito, si preferisce vedere i dipendenti pubblici al lavoro.
Lulù i socialmente utili se non ricordo male, e non vorrei dire qualcosa di sbagliato, è stata una scelta della sinistra.Utili, poi, è tutto da identificare.
A prescindere da ciò, se si ritiene opportuno, vedere pulito il proprio paese, l’impegno ci deve essere da parte di tutti.
12 Giugno 2009 alle 15:02
sarai pure un conoscitore di luoghi, ma di persone non capisci una cippa;
comunque abbiamo bisogno di buoni esempi, quando tornia Vitulano faccelo sapere che ti procuriamo noi il rampino e la pala
12 Giugno 2009 alle 17:32
Certo, è molto interessante la proposta.Spero di essere in buona compagnia.Perchè oltre al piacere di vedere il mio paese ripulito, avrò anche il piacere di conoscere meglio le persone, come tu affermi.Fermo restando che è azzardato e immaturo, giudicare le persone, seduti dietro un pc.
12 Giugno 2009 alle 21:37
quanti buoni propositi dietro il pc…quante persone buone a criticare ..quante persone brave ad indicare rimedi:io farei cosi..io direi di organizzare cosi..quanta ipocrisia…poi tutti a bere una birra e a dormire con la coscienza tranquilla:io lo avevo detto!!! mai nessuno che fa’..tutti ad indicare come si fa..nessuno che si rimbocca le maniche e fa’..ma andate tutti affa…vi meritate la volgarità e la sferza..
13 Giugno 2009 alle 19:10
Le parole non bastano,a Vitulano mancano i fatti ma se questo voi non lo capite,e’ solo colpa vostra.Si certo che ci andiamo tutti affa…,ma ci serve una persona che ci indichi la strada.
(vi meritate la volgarità e la sferza..) pero’, se noi tutti ci meritiamo questo,mi chiedo tu che ti meriti….
(che è azzardato e immaturo, giudicare le persone, seduti dietro un pc.) esatto,
e allora perche’ non le dite in faccia a queste persone le cose che dovete dire,quello che pensate,scrivere come dici tu e’ facile dietro un miserabile Nickname……come si dice contenti voi contenti tutti..
Iadonisi Carmine
27 Giugno 2009 alle 17:36
San Menna D’Egitto…..(?)
Abu Mena (conosciuta anche col nome di Abu Mina) era una città, un complesso di monasteri e un luogo di pellegrinaggio cristiano nell’antico Egitto. Si trova nel territorio del governatorato di Alessandria, a circa 45 chilometri a sud-est di Alessandria. Nel 1979 il sito venne inserito nell’elenco dei Patrimoni dell’umanità dell’UNESCO. Poche rovine sono ancora in piedi, ma le fondamenta degli edifici maggiori (come quelle della grande basilica) sono facilmente riconoscibili.
Qui venne martirizzato San Menna d’Egitto, nel III o nel IV secolo. Resoconti risalenti al V secolo (e anche alcuni più tardi) riportano diverse versioni della sua sepoltura e della successiva fondazione di una chiesa a lui dedicata. Gli elementi essenziali e pressoché comuni a tutte le cronache ripostano che il corpo venne trasportato da Alessandria a dorso di cammello, fino a che giunse nei pressi del lago Mareotis (in pieno deserto). Ad un certo punto, il cammello si rifiutò di proseguire, nonostante tutti gli sforzi. Questo venne recepito come un segno della volontà divina e il corpo venne quindi sepolto in quel punto.
La maggior parte delle versioni riporta poi che il luogo venne dimenticato fino alla sua miracolosa riscoperta da parte di un pastore locale. La notizia si sparse rapidamente e l’imperatore Costantino I ordinò la costruzione di una chiesa in quel luogo (altre versioni sostituiscono la figura di Costantino con quella dell’imperatore Zenone di Bisanzio, del V secolo, ma gli scavi archeologici hanno datato la costruzione alla metà del IV secolo). A partire da questo periodo, il sito divenne un popolare luogo di pellegrinaggio per i credenti che cercavano una guarigione o altri miracoli.[1][2]
Durante il regno di Arcadio di Bisanzio, l’arcivescovo di questa regione notò che la folla stava diventando troppo numerosa per la piccola chiesa: egli scrisse una lettera all’imperatore e quest’ultimo ordinò un’espansione della costruzione, la prima delle tre che si sarebbero succedute nel corso del tempo. Alla fine del periodo tardo-antico, Abu Mena era ormai divenuta il principale centro di pellegrinaggio dell’Egitto.[3][4]
A metà del VII secolo, Abu Mena venne distrutta dall’avanzata degli Arabi nell’Africa settentrionale.
30 Giugno 2009 alle 05:57
non capisco,che cosa centra San Menna D’Egitto con il nostro San Menna eremita?….
30 Giugno 2009 alle 08:57
ciao e buona giornata herr carmine alla prossima
30 Giugno 2009 alle 12:54
ero convinto che il nostro santo patrono, fosse unico al mondo.Sempre saputo così.
2 Luglio 2009 alle 11:42
ottimo
2 Luglio 2009 alle 12:28
x conoscitore di luoghi
con quello che non sai potresti riempirci il cratere di camposauro
2 Luglio 2009 alle 16:03
Apprezzo il gesto d’ affermare, che tante cose non sò, ma escluderti dal concetto, non sono d’accordo.
Siamo tutti molto limitati nelle conoscenze, per quanto tu possa avere la presunzione di saperne di più.
sapevi di san MENNA? bravo, questo ti fa onore.
quanti sapevano di san menna d’Egitto?
2 Luglio 2009 alle 16:40
parli in modo fumoso e non ti capisco troppo bene. come direbbe Totò “ma quale lino e lino d’Egitto, ma mi faccia il piacere! lei è un cretino, s’informi”
2 Luglio 2009 alle 17:05
San Menna d’Egitto Eremita
11 novembre
Nonostante la sua figura sia storicamente discussa, Menna è tuttora il santo più popolare in Egitto. Sul suo sepolcro si sviluppò una città (in arabo Karm Abu Mina), detta per i miracoli «la Lourdes paleocristiana». Secondo alcune fonti fu un militare del III secolo, che rinunciò alla carriera per farsi eremita e fu martirizzato sotto Diocleziano. Per altre in Egitto arrivarono le reliquie di un martire della Frigia (Turchia). Altre ancora lo ritengono del secolo IX. Un santo omonimo, eremita del VI secolo, si festeggia, sempre oggi, a Sant’Agata dei Goti, nel Sannio. (Avvenire)
bravo totò…. “lei è un cretino, s’informi”
3 Luglio 2009 alle 06:37
(quanti sapevano di san menna d’Egitto?)
sei mai stato al Cairo? precisamente a Maryout? in questo luogo sorge il Monastero di San Mena,invece al Cairo citta’ favolosa c’e’ la Chiesa di San Mena…
dimenticavo grande conoscitore di luoghi,conosci una citta’ che si chiama Rauma? credo di no!! ma se un giorno ci dovresti andare, ti consiglio una visitina al Monastero Francescano, tu mi dirai che cosa centra Rauma e il Monastero con San Mena d’Egitto? centra centra!!
(quanti sapevano di san menna d’Egitto?) prima di te di sicuro..ti saluto grande conoscitore di luoghi.
a presto
3 Luglio 2009 alle 08:19
e dalli cu stu copia e incolla da internet, siamo tutti buoni a fare ctrl C ctrl V
3 Luglio 2009 alle 11:26
w san menna
3 Luglio 2009 alle 15:45
W i VITULANESI
3 Luglio 2009 alle 15:50
w foglianise
3 Luglio 2009 alle 16:44
ho solo detto la verità.non sapevo dell’esistenza di un santo omonimo al nostro.
Speriamo che san Menna d’Egitto sia miracoloso come il nostro.
per il resto sapientone, non m’interessa di Rauma se sai qualcosa, sputa il rospo.
ha ragione soyuz tutti bravi con ctrl c ctrl v, me compreso.
buona domenica.
3 Luglio 2009 alle 17:40
(ha ragione soyuz tutti bravi con ctrl c ctrl v, me compreso.)
e tu continua a farlo,ma di luoghi ne conosci pochi,se sai qualcosa sputa il rospo?piu’ di te di sicuro, e poi a me non serve copiare un c…. e sai perche’?perche’ le cose le so,non me le deve dire Internet.Sapientone a me? a me non piace mettere in mostra un bel niente,ma tu non scrivere cose che non sai,o credi di sapere……….
Buone Vacanze a tutti..
4 Luglio 2009 alle 11:02
Io non ne sapevo niente di San menna d’Egitto. Grazie Carmine
6 Settembre 2009 alle 12:49
Salve a tutti,
ho letto la polemica sui conoscitori e non di San Mina in Egitto. Io lavoro per un centro di ricerche ad Alessandria d’Egitto e sto facendo delle ricerche sul San Mina egiziano dovrei venire la settimana prossima a raccogliere del materiale sul San Mina vitulano. Qualcuno potrebbe aiutarmi??
Grazie mille.
6 Settembre 2009 alle 13:52
Contatta la il Comune o la Pro Loco
http://www.prolococamposauro.it
http://www.comunevitulano.it
PS: Il nostro è San Menna