Da: Il Sannio Quotidiano
Approdano nel Sannio nell’ambito del tour “Onda libera”, che porta lo stesso nome del loro ultimo cd. I Modena City Ramblers sono in concerto domani sera a Vitulano per i festeggiamenti in onore di San Menna. Si tratta di una tournèe singolare poiché il tema dominante è il concetto di libertà. Tanto che alcune esibizioni si terranno nei luoghi confiscati alla mafia, in un’iniziativa in collaborazione con l’associazione Libera, fondata da Don Luigi Ciotti. Il prologo di questo “viaggio” c’è stato il 1° maggio, ad Onna (L’Aquila), con la partecipazione a Concerto per L’Abruzzo, una manifestazione di solidarietà nei confronti delle persone colpite dal terremoto.
La band, dopo diversi cambiamenti nella composizione del gruppo, annovera: Davide «Dudu» Moranti (voce, basso, chitarra acustica, chitarra elettrica, banjo, glockenspiel, armonica); Elisabetta «Betty» Mezzani (voce, chitarra acustica, chitarra elettrica, tamburello, mandolino); Massimo «Ice» Ghiacci (basso elettrico ed acustico, contrabbasso, tea-chest bass, sassofono, cori, chitarra acustica); Franco D’Aniello (flauto, tin whistle, tromba, sassofono, cori, chitarra acustica, glockenspiel, percussioni); Francesco «Fry» Moneti (chitarra acustica ed elettrica, chitarra baritono, violino acustico ed elettrico, violino indiano, banjo, oud, mandolino, cori, voce); Roberto «Robby» Zeno (batteria, percussioni, cori, mandolino, chitarra acustica, pianoforte); Arcangelo «Kaba» Cavazzuti (batteria, percussioni, chitarra acustica, basso, charango, pianoforte, tromba, shaker, banjo, cori, voce); Leonardo «Leo» Sgavetti (fisarmonica, pianoforte, organo, organo hammond, clavinet, vibrafono). I Modena City Ramblers (anche nella forma abbreviata M.C.R.) vantano diciotto anni di attività ed il loro genere è il combat folk, le cui sonorità rimangono anche dopo il passaggio ad altri generi, soprattutto il rock. Sin dai tempi in cui suonano solo musica irlandese, la band utilizza brani strumentali della tradizione popolare (scozzese, celtica, e poi anche klezmer, balcanica, italiana) come basi per loro brani o come riff o come assolo. Volendo limitare la biografia agli ultimi quattro anni, bisogna segnalare che durante il tradizionale concerto del 1° maggio a Roma, il gruppo esegue la tradizionale canzone di protesta del movimento operaio «Contessa», nel loro repertorio sin dal demo tape Combat Folk, ma da qualche tempo abbandonata dal vivo perché ritenuta ambigua, cambiando le parole di alcune strofe, attenuandone i caratteri più duri del linguaggio che la caratterizza. Il 3 novembre 2006 esce l’album “Dopo il lungo inverno”, sotto la produzione di Peter Walsh, che vede ospiti Terry Woods, la brass band macedone Original Kocani Orkestar, Massimiliano Fabianelli, fisarmonicista con i Ramblers in tour l’anno precedente, il quartetto d’archi reggiano Koiné di cui fa parte Filippo Chieli, la cantante Lucia Tarì e l’armonicista Enzo Ciliberti. Quattro mesi dopo, invece, i Ramblers tornano in studio insieme a Terry Woods, per incidere il primo disco destinato al mercato straniero, che contiene alcune canzoni vecchie e nuove, tra cui “Bella ciao”, tradotte in inglese e spagnolo, cantate da Betty Vezzani e Davide Morandi. A fine 2007 incidono “Tre colori”, il nuovo album del cantautore rock Graziano Romani, che vede i Ramblers ospiti, sia come singoli sia nella formazione completa, nei brani “Corre buon sangue”, “Stesso viaggio stessa città” e “Spiriti liberi”; mentre, a gennaio dello scorso anno, esce “Bella ciao – Italian Combat Folk for the Masses”, prodotto da Terry Woods, con pezzi riarrangiati, reincisi, in alcuni casi tradotti in inglese, più un inedito: il tradizionale americano di evidente origine irlandese “Roisin the Bow”.

12 Commenti
5 Giugno 2009 alle 21:48
NON E’ COLPA DI S. ROCCO
Consigliato dal medico ho rifatto la vecchia strada della Madonna delle Grazie per salire al santuario, proseguire per la cava dei marmi e far ritorno a casa.
Stanco e sudato scendevo la mulattiera dell’Aria del Palillo quando ho sentito due vecchietti che poco avanti discutevano animatamente. Incuriosito ho rallentato e poi, senza farmi notare mi sono avvicinato per ascoltare meglio.
Parlavano di una vecchia ruggine tra i vitulanesi e gli abitanti di Foglianise, quando cioè capitava che il lunedì pioveva e il patrono di Vitulano non poteva raggiungere l’eremo in alta montagna.
E quando invece pioveva il 16 Agosto e S. Rocco non poteva uscire in processione .
Quest’anno, dicevano, S. Rocco ci ha maltrattato, per rancori antichi non ancora sopiti, ha fatto piovere il lunedì primo giugno
Ricordavano antiche dicerie ormai quasi del tutto dimenticate, ma che giustificavano i dispetti che questi due santi si farebbero da secoli.( come se non avessero altro a cui pensare).
Lo dicevano convinti e ad alta voce dispensando colpe ed assoluzioni. A discorso quasi esaurito ho affrettato il passo raggiungendoli e fingendo di aver sentito poco e male mi son fatto ripetere la storia. Tra risa e sollazzi mi hanno raccontato di quando San Menna si era bagnato fin alle ossa mentre scendeva a valle e quando S. Rocco era stato coperto di grandine insieme al tutto il suo grano. Ripetevano più volte gli episodi a loro più simpatici e ogni versione era sempre più colorita della precedente. A casa sono arrivato stanco morto e appena sulla poltrona mi sono rivisto ancora per strada. Tornavo scendendo da capovitulano, per via Taborni e proprio qui ho continuato a colloquiare con i due vecchietti che, a loro modo, stavano addirittura associando la politica alla religione.. Hanno chiamato in causa anche i politici che a loro dire non fanno niente per mettere finalmente pace tra questi due santi, anzi per il loro egoismo, per la smania di essere quello che peggio rappresentano, mischiano le carte e fanno solo danni. Addirittura aboliscono feste per non avere fantomatici concorrenti che potrebbero rovinare la festa che a loro fa più comodo. Dicono persino dei nomi, Cusano, Limata, Scarinzi, mastr’Angelo, mast’Antonio maestro Tonino e perché no pure De Filippo che stà sempre in mezzo e non si sa perché. Li lascio alle loro stranezze e continuo da solo, quando proprio dove la strada lascia ponte San Giacomo per salire verso il casale Taborni vedo innanzi, venirmi incontro. Lucia e Maria Grazia.
Stavano tornando alle loro case, una a due passi più avanti e l’altra ancora più in là oltre la salita.
Le ho salutate rivolgendomi per prima a Lucia che stava dal mio lato e poi Maria Grazia. Erano felici, mi hanno salutato a loro modo, come sempre facevano quando ci incontravamo, accompagnando il saluto con un sorriso. Ma in un attimo come per incanto, il sorriso è andato piano piano affievolendosi e quasi a mò di richiamo, mi hanno ricordato che quest’anno la festa non c’è stata. Ho risposto a Lucia che, per salute, mancava proprio lei una delle artefici. Sono scuse, mi ha risposto. Allora Maria Grazia mi ha ricordato le parole di padre Rosario: – prima viene nostro Signore, poi la Madonna e poi tutti i Santi, ammonendomi: – Ricordelu sempe madunniè.-
Una strattone mi ha scosso dal torpore, era mia moglie che mi scuoteva:- Russavo forte.
Cari paesani penso che stavolta non è colpa di San Rocco.
5 Giugno 2009 alle 22:01
Chiedo scusa per aver allegato un articolo come commento . Purtroppo i gestori del sito sono gravemente malati e nno possono operare.
Tanti auguri di rapida guarigione.
P.S. potete continuare a stare in silenzio, ho trovato il modo per farmi leggere lo stesso.
saluti.
6 Giugno 2009 alle 17:03
sembra scritto in momento di crisi mistica…a parte gli svarioni grammaticali…una curiosità: da che pusher ti servi?
No..perchè i flash ci sono e si intravedono…anzi si vedono proprio…
6 Giugno 2009 alle 21:11
v helo
Prufessò
scusate tanto, chi è in crisi mistica può anche sbagliare. Il guaio sono i professori ( o meglio quelli che tali si credono). ma poi, in effeti, sono solo la rovina della società, specialmente quando parlano senza cognizione di fatto, ( almeno facciano un esempio se ne sono capaci).
Ma non importa, l’anonimato ti protegge prufessò…. ( a proposito ti ricordo la barzelletta dei pappagalli) prufessò….
saluti
7 Giugno 2009 alle 09:53
effettivamente è difficile seguirti……. scusami se te lo dico
un amico
7 Giugno 2009 alle 16:19
non è difficile…il non senso non si segue e basta…è tutto cosi cervellotico con la pretesa di essere originali e profondi…ne conosco solo uno che puo’ superarlo a vitulano..
12 Giugno 2009 alle 22:40
x mirco
Suvvia, fai uno sforzo. Non ti preoccupare, non ti succede niente, neppure il mal di testa ti potrà venire. Non ho pretese, non potrò mai renderti cervellotico. Stai tranquillo non ti potrà mai accadere. Ne sono sicuro.
Saluti
17 Giugno 2009 alle 14:55
Spero tanto ke l’anno prossimo venga qualcuno più decende.Bisogna accontare tutti.
17 Giugno 2009 alle 17:40
decende ?
andyyyyyy!!!!!!!!
20 Giugno 2009 alle 16:57
decende?… siamo gia accontentati..
14 Luglio 2009 alle 21:48
Vaffanculo. Va meglio!!!!!!!!!!!!! (Tutti sbagliano )
Stò paese mi stà stretto. Km le vostre menti.
15 Luglio 2009 alle 08:18
Andy stai ancora cca? iammu ià, vidi a via che a fà