7 Giugno 2009...14:23

HO VISTO L’AQUILA

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Da: Giovanni Cusano

Questa lettera è stata scritta da Andrea Gattinoni, un attore che si trovava a L’Aquila per presentare un film. Le parole sono dirette a sua moglie ma rappresentano un’efficace testimonianza per tutti quelli che a L ‘Aquila non ci sono ancora stati.
Ho visto l ‘Aquila. Un silenzio spettrale, una pace irreale, le case distrutte, il gelo fra le rovine. Cani randagi abbandonati al loro destino. Un militare a fare da guardia a ciascuno degli accessi alla zona rossa, quella off limits. Camionette, ruspe, case sventrate. Tendopoli. Ho mangiato nell’unico posto aperto, dove va tutta la gente, dai militari alla protezione civile. Bellissimo. Ho mangiato gli arrosticini e la mozzarella e i pomodori e gli affettati. Siamo andati mentre in una tenda duecento persone stavano guardando “Si Può Fare”. Eravamo io, Pietro, Michele, Natasha, Cecilia, Anna Maria, Franco e la sua donna. Poi siamo tornati quando il film stava per finire.

La gente piangeva. Avevo il microfono e mi hanno chiesto come si fa a non impazzire, cosa ho imparato da Robby e dalla follia di Robby, se non avevo paura di diventare pazzo quando recitavo. Ho parlato con i ragazzi, tutti trentenni da fitta al cuore. Chi ha perso la fidanzata, chi i genitori, chi il vicino di
casa. Francesca, stanno malissimo. Sono riusciti ad ottenere solo ieri che quelli della protezione civile non potessero piombargli nelle tende all’improvviso, anche nel cuore della notte, per CONTROLLARE. Gli anziani stanno impazzendo. Hanno vietato internet nelle tendopoli perchè dicono che non gli serve. Gli hanno vietato persino di distribuire volantini nei campi, con la scusa che nel testo di quello che avevano scritto c’era la parola “cazzeggio”. A venti chilometri dall’Aquila il tom tom è oscurato. La città è completamente militarizzata. Sono schiacciati da tutto, nelle tendopoli ogni giorno dilagano episodi di follia e di violenza inauditi, ieri hanno accoltellato uno. Nel frattempo tutte le zone e i boschi sopra la città sono sempre più gremiti di militari, che controllano ogni albero e ogni roccia in previsione del G8. Ti rendi conto di cosa succederà a questa gente quando quei pezzi di ***** arriveranno coi loro elicotteri e le loro auto blindate? Là ???? Per
entrare in ciascuna delle tendopoli bisogna subire una serie di perquisizioni umilianti, un terzo grado sconcertante, manco fossero delinquenti, anche solo per poter salutare un amico o un parente. Non hanno niente, gli serve tutto. (Hanno) rifiutato ogni aiuto internazionale e loro hanno bisogno anche solo di tute, di scarpe da ginnastica. Per far fare la messa a Ratzinger, il governo ha speso duecentomila euro per trasportare una chiesa di legno da Cinecittà a L ‘Aquila. Poi c ‘è il tempo che non passa mai, gli anziani che impazziscono. Le tendopoli sono imbottite di droga. I militari hanno fatto entrare qualunque cosa, eroina, ecstasy, cannabis, tutto. E ‘ come se avessero voluto isolarli da tutto e da tutti, e preferiscano lasciarli a stordirsi di qualunque cosa, l’importante è che all’esterno non trapeli nulla. Berlusconi si è presentato, GIURO, con il banchetto della Presidenza del Consiglio. Il ragazzo che me l ‘ha raccontato mi ha detto che sembrava un venditore di
pentole. Qua i media dicono che là va tutto benissimo. Quel ragazzo che mi ha raccontato le cose che ti ho detto, insieme ad altri ragazzi adulti, a qualche anziano, mi ha detto che “quello che il Governo sta facendo sulla loro pelle è un gigantesco banco di prova per vedere come si fa a tenere prigioniera l ‘intera popolazione di una città, senza che al di fuori possa trapelare niente”.
Mi ha anche spiegato che la lotta più grande per tutti là è proprio non impazzire. In tutto questo ci sono i lutti, le case che non ci sono più, il lavoro che non c ‘è più, tutto perduto. Prima di mangiare in quel posto abbiamo fatto a piedi più di tre chilometri in cerca di un ristorante, ma erano tutti già chiusi perchè i proprietari devono rientrare nelle tendopoli per la sera. C ‘era un silenzio terrificante, sembrava una città di zombie in un film di zombie. E poi quest’umanità all’improvviso di cuori palpitanti e di persone non dignitose, di più, che ti ringraziano piangendo per essere andato là. Ci voglio tornare. Con quella luna gigantesca che mi guardava nella notte in fondo alla strada quando siamo partiti e io pensavo a te e a quanto avrei voluto buttarmi al tuo collo per dirti che non ti lascerò mai, mai, mai.
Dentro al ristoro privato (una specie di rosticceria) in cui abbiamo mangiato, mentre ci preparavano la roba e ci facevano lo scontrino e fuori c ‘erano i tavoli nel vento della sera, un commesso dietro al bancone ha porto un arrosticino a Michele, dicendogli “Assaggi, assaggi”. Michele gli ha detto di no, che li stavamo già comprando insieme alle altre cose, ma quello ha insistito finchè Michele non l’ha preso, e quello gli ha detto sorridendogli: “Non bisogna perdere le buone abitudini”. Domani scriverò cose su internet a proposito di questo, la gente deve sapere. Anzi metto in rete questa mia lettera per te.
Andrea Gattinoni, 11 maggio notte

4 Commenti

  • Ci scusiamo con il Sig. Cusano per il ritardo nella pubblicazione dell’articolo. Fortunatamente nessuna malattia ma solo problemi tecnici!!!

  • rimane sembe e fatu ca sta fore chiu e prima………. ma u filosofo addu stà sulu tu cia cumana.
    a u lammiccu u vannu truennu a misi ca lanna scutugnà
    au scuru e fa stà
    puru a chiazza adda illuminà – nunge penzà
    mo puru cautanu l’adda acchiappà
    cacchduno l’adda cunzà
    va fuiennu a ca e a la
    ma e luci nun fa accunza e dinda a muzzezza ce fa stà
    u paese lurciu
    e chillatu addu stà
    mo so brutti periudi vedidi chellu che alita fa
    senò ve ne portenu da ca

  • Roma, terremotati abruzzesi protestano davanti a Montecitorio
    martedì 16 giugno 2009

    – Una manifestazione di protesta di terremotati è in corso davanti a Montecitorio, mentre alla Camera è in programma oggi l’esame degli emendamenti al disegno di legge sulle zone dell’Abruzzo colpite dal sisma.

    Alcune centinaia di partecipanti hanno ottenuto di poter inviare una delegazione per illustrare i propri problemi.

    Il deputato del Pdl Giorgio Clelio Stracquadanio, uscito per parlare con i manifestanti, ha preso la parola al megafono ma è stato subissato poco dopo dai fischi, quando ha affermato che una prima stima preliminare della ricostruzione stabilisce nel fondo assegnatario 9 miliardi di euro. Affermazione contestata vivacemente dai manifestanti, secondi i quali non è vero che esistano questi fondi.

    Cori si sono levati contro la Protezione civile, protestando contro l’ipotesi che i ragazzi delle famiglie terremotate da settembre prendano l’autobus dalle coste per tornare a studiare all’Aquila.

    “Qui ci sono tante donne, quelle che non ci sono è perché stanno preparando per il presidente del consiglio Silvio Berlusconi un’accoglienza indimenticabile per il G8, che tutto il mondo potrà vedere”, ha detto uno dei manifestanti al megafono.

    Giovanni Legnini, senatore del Pd, parlando con i manifestanti ha affermato che il governo Berlusconi “vive di annunci, indica un obbiettivo ma si rifiuta di quantificare le risorse perchè se lo facesse emergerebbe chiaramente che le risorse non sono sufficienti”.

    Su uno striscione i manifestanti hanno scritto “Forti e gentili sì, fessi no”, su un altro: “100% ricostruzione, trasparenza e partecipazione”.

  • giovanni cusano

    Il problema è serio.
    Vivere come è riportato nell’articolo è veramente offensivo e umiliante.
    Speriamo che i passati terremoti abbiano insegnato qualche cosa a tutti.
    E quello che auguro di più è che non succeda quello che successe dalle nostre parti.
    Il terremoto, oltre a morti e distruzione, portò poi, facili arricchimenti con conseguente perdita di cognizione di tempo, di luogo e di personalità.
    Si ebbero lacerazioni familiari e sociali che segnarono profondamente quegli anni e tanta gente.
    Certo, sono sempre i politici che danno il cattivo esempio. Ma pensate che oggi sia diverso?
    Auguriamocelo con forza… ne abbiamo tanto bisogno.
    saluti


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